trio
La libreria
Sapiosexual_
11.06.2026 |
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"«Era l’ultima cosa che mi aspettavo quando sono entrata in quella libreria oggi» mormorò con un sorriso..."
Quel sabato pomeriggio pioveva a dirotto e mi ero rifugiato nella piccola libreria indipendente vicino a casa mia. Giravo tra gli scaffali senza fretta, cercando qualcosa da leggere per il weekend.Stavo prendendo un libro dallo scaffale più alto quando sentii una voce femminile alle mie spalle.
«Scusa… potresti prenderne uno anche per me? Non arrivo.»
Mi voltai. Era una donna sui quaranta, capelli castani mossi un po’ umidi, sorriso gentile. Accanto a lei c’era un uomo più o meno della stessa età, barba curata, aria tranquilla. Sembravano una coppia normale.
«Certo, quale?» chiesi.
Lei indicò il volume. Glielo passai. Cominciammo a chiacchierare di libri: lei amava i thriller psicologici, lui preferiva i romanzi storici. Mi dissero di chiamarsi Elena e Luca, erano sposati e vivevano in una cittadina a mezz’ora dalla città. Erano venuti per una mostra che poi avevano saltato per la pioggia.
Parlammo per una ventina di minuti tra gli scaffali. Erano simpatici, colti, con quel tipo di umorismo leggero che ti fa stare bene. Quando la libraia annunciò che stava per chiudere, Luca disse:
«Senti, noi stavamo andando a prendere un caffè caldo qui accanto. Ti va di unirti? Così continuiamo il discorso sul nuovo romanzo di quel norvegese.»
Non c’era niente di strano. Accettai. Il caffè era piccolo e caldo, profumato di cannella. Parlammo per quasi un’ora: lavoro (io faccio il grafico freelance, Luca è ingegnere, Elena insegna lettere), viaggi, quanto sia difficile trovare tempo per leggere. Niente di personale, niente battute ambigue. Solo tre persone che passano piacevolmente il tempo.
A un certo punto Elena guardò fuori dalla finestra: diluviava ancora.
«Odiamo guidare con questo tempo» disse. «Abbiamo preso una stanza in un hotel qui vicino proprio per non rischiare. Se ti va di aspettare che spiova un po’… possiamo continuare la chiacchierata lì. Abbiamo anche una bottiglia di rosso decente che avevamo portato da casa.»
Era tutto così naturale che non ci pensai due volte. Andammo insieme all’hotel, sempre parlando di libri e film.
Appena entrammo nella stanza – una suite semplice ma confortevole – l’atmosfera cambiò impercettibilmente. Elena si tolse le scarpe con un sospiro di sollievo e si sedette sul bordo del letto. Luca stappò il vino. Mi versò un bicchiere e, mentre lo porgeva, mi guardò con un mezzo sorriso.
«Sai, Marco… è raro incontrare qualcuno con cui si sta così bene senza sforzo.»
Elena annuì, guardandomi negli occhi. Bevve un sorso, poi si alzò lentamente e venne verso di me. Mi sfiorò il braccio.
«Posso?» chiese piano, prima di baciarmi.
Fu un bacio morbido, quasi timido all’inizio. Poi più profondo. Sentii le mani di Luca posarsi sui fianchi di lei da dietro, mentre lei premeva il corpo contro il mio. Non c’era fretta. Solo desiderio che saliva piano, inevitabile.
Elena mi slacciò la camicia con calma, baciandomi il petto. Mi inginocchiai davanti a lei mentre Luca la baciava sul collo. Le alzai il vestito, le abbassai gli slip e cominciai a leccarla con lentezza. Lei gemeva piano, infilando le dita tra i miei capelli. Luca la sosteneva, sussurrandole qualcosa all’orecchio che la faceva tremare.
Ci spogliammo completamente. Elena si sdraiò sul letto e mi attirò sopra di lei. Entrai dentro di lei lentamente, mentre Luca ci guardava con gli occhi lucidi di eccitazione. Poi lui si unì: mentre io la penetravo, Elena lo prese in bocca con movimenti profondi. I nostri respiri si mescolavano, i corpi scivolavano uno sull’altro, sudati.
Cambiammo più volte: lei a cavalcioni su di me, muovendosi con un ritmo sempre più urgente, mentre Luca la toccava da dietro. Poi io da dietro lei, mentre succhiava il marito. Elena venne due volte, la prima stringendomi forte dentro di sé, la seconda tremando tra noi due.
Quando non resistetti più venni dentro di lei con un gemito rauco. Luca finì poco dopo, sulla sua pancia e sul suo seno.
Restammo sdraiati, intrecciati, con il rumore della pioggia contro i vetri. Elena mi accarezzava il petto con le dita leggere.
«Era l’ultima cosa che mi aspettavo quando sono entrata in quella libreria oggi» mormorò con un sorriso.
Luca rise piano. «Anche per noi.»
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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